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Un risotto al veleno per l’editoria moderna: Recensione di “Scrittori al veleno”

Ci sono libri che ami e libri che odi. E poi ci sono quelli come “Scrittori al veleno” di Nicola Lecca, che una volta finiti ti lasciano con un’unica, enorme domanda: “Boh, mi è piaciuto?“. È un romanzo che mi ha lasciato spiazzata, con un potenziale altissimo e un risultato finale che mi ha fatto discutere con me stessa per giorni.

Scrittori al veleno libro di Nicola Lecca

La Trama (un giallo letterario)

Durante un’intervista in diretta sulla BBC, la celebre scrittrice sarda Antonina Pistuddi si ritrova accusata di omicidio plurimo. Le vittime? Quattro astri nascenti della nouvelle vague letteraria: un influencer, una ex escort diventata parlamentare, una cantante con un romanzo scritto da un ghost writer e un modello-poeta “instagrammabile”. Tutti ospiti, come lei, di un prestigioso ritiro per scrittori nelle Cinque Terre. E tutti morti dopo aver mangiato un risotto ai funghi preparato proprio da Antonina…

Perché è una Lettura che Spiazza? (I miei punti di vista)

  • Ma è un Giallo, no?: La domanda sorge spontanea. La struttura è quella di un giallo classico: un luogo isolato, un gruppo di sospetti, un delitto. Eppure… no. Se cercate un’indagine serrata e un colpevole da smascherare, resterete delusi. Ho avuto la netta sensazione che l’autore, pur scrivendo benissimo, non abbia saputo o voluto sviluppare un vero giallo. Il mistero è solo un pretesto.
  • La Vera Protagonista: la Satira. Allora, di cosa parla davvero questo libro? Parla del mondo editoriale di oggi, e lo fa con un’ironia perfida e spietata. È una satira gustosissima su un sistema in cui non si vendono più i libri che si stampano, ma si stampano libri fatti apposta per vendere. I quattro “scrittori” di successo, all’apparenza spavaldi e sempre a caccia di un selfie, ma in realtà fragili e insicuri, sono il bersaglio di una critica feroce e divertentissima.
  • Dialoghi Scoppiettanti e Poca Trama: Il romanzo vive quasi interamente nell’intervista tra la scrittrice della vecchia guardia, Antonina, e la giornalista-squalo della BBC. I loro scontri verbali sono pepati, intelligenti, pieni di colpi di scena. È qui che sta la forza del libro. La trama investigativa, invece, rimane sullo sfondo, quasi irrilevante. Alla fine, poco importa se Antonina sia colpevole o meno, perché il dubbio, forse, fa vendere più copie…

“Scrittori al veleno” è una lettura particolare. Ve la consiglio se

  • Amate la satira e le critiche intelligenti al mondo dei media e dell’editoria.
  • Apprezzate una scrittura brillante e dialoghi scoppiettanti più di una trama solida.
  • Non cercate un giallo classico, ma una “sciocchezzuola estiva” intelligente e non banale.

In Conclusione

Non so ancora dire se “Scrittori al veleno” mi sia piaciuto fino in fondo. C’era un’idea di base fortissima, ma sviluppata in un modo che ha tradito le mie aspettative di lettrice di gialli. Resta una lettura gradevole, pungente e a tratti esilarante, che lascia con molti spunti di riflessione sul mondo in cui viviamo. Forse, semplicemente, non era il libro che pensavo di leggere.
Cosa ne pensate di questo nuovo mondo editoriale fatto di influencer e bestseller annunciati? Parliamone nei commenti!
E come sempre… voi, cosa leggete stasera?

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