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Un’odissea tragicomica: Dieci prugne ai fascisti

Ci sono libri che ti capitano tra le mani per puro caso. Questo l’ho trovato l’anno scorso in un negozio di libri usati, uno di quei posti speciali gestiti da una cooperativa. Non conoscevo né Elvira Mujčić né la sua storia, ma il titolo mi ha folgorato: “Dieci prugne ai fascisti“. Non potevo lasciarlo lì. E ho scoperto un piccolo, prezioso gioiello, una storia che mescola risate, malinconia e una tenerezza infinita.

Dieci prugne ai fascisti di Elvira Mujčić

La Trama (una promessa è una promessa, anche da morta)

La nonna è il centro dell’universo per la famiglia di Lania. Un giorno, esprime un desiderio: essere sepolta nella sua terra, in Bosnia. Un desiderio che, per una famiglia di esuli fuggiti dalla guerra e emigrati in Italia, innesca una catena di preparativi comici e surreali. Ma quando, sette anni dopo, la nonna muore davvero, la macchina organizzativa così a lungo oliata si inceppa in modo grottesco. Il viaggio per riportare a casa il feretro si trasforma in una migrazione al contrario, un’avventura a ritroso nel tempo costellata di incontri bizzarri e ricordi mai sopiti, alla riconquista della propria storia.

Perché è un Viaggio Tragicomico e Indimenticabile? (I miei punti di vista)

  • Un Titolo che è già un Programma: Il titolo, ammettiamolo, è geniale e cattura perfettamente l’anima del libro. C’è la Storia con la S maiuscola (i fascisti) e la piccola, quasi banale, quotidianità (le prugne). Tutta la narrazione vive di questo equilibrio tragicomico. La rocambolesca riconsegna della nonna alla sua terra natia è un’odissea costellata di accadimenti esilaranti, ma sotto la superficie della risata si muove la corrente profonda del dolore, dell’esilio e della memoria.
  • L’Anima Balcanica: Questo libro ha un sapore unico, che solo chi conosce un po’ il mondo dei Balcani può riconoscere fino in fondo. Ci sono situazioni assurde, surreali, dialoghi che sembrano usciti da un film di Kusturica. È un umorismo che nasce dalla tragedia, un modo di affrontare la vita che mescola fatalismo e una vitalità incontenibile. Mi ha ricordato il gusto per le digressioni e per i personaggi indimenticabili dei grandi scrittori di quella terra.
  • Tenerezza, Pudore e Garbo: Nonostante le risate, questa è una storia di lutto e di perdita, raccontata con una delicatezza straordinaria. Elvira Mujčić, che attinge chiaramente alla sua storia autobiografica, riesce a parlare del dramma della guerra e dell’esilio senza mai essere pesante, con un pudore e una tenerezza che rendono i personaggi incredibilmente veri e vicini. È una storia familiare che, nella sua unicità, diventa universale.

“Dieci prugne ai fascisti” è la lettura perfetta per te se

  • Ami le storie che ti fanno ridere e piangere, a volte nella stessa pagina.
  • Sei affascinato dalle saghe familiari e dalle storie di radici e ritorno.
  • Apprezzi l’umorismo surreale e la narrazione che mescola il grande e il piccolo.
  • Credi che i libri migliori siano quelli che si trovano per caso.

In Conclusione

Questo libro, scovato per caso, si è rivelato una lettura stupenda. È un racconto divertente, malinconico e commovente, che parla a tutti con una forza e una grazia rare. È la dimostrazione che anche dal dolore più profondo possono nascere le storie più vitali e piene di speranza.
Qual è l’ultimo “tesoro nascosto” che avete trovato in un mercatino o in una libreria dell’usato? Raccontatemelo nei commenti!
E come sempre… voi, cosa leggete stasera?

Dove comprare il libro

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